ARICCIA 

Superficie kmq 18.36
Abitanti 18.150
Altitudine mt 412

  

Ariccia sorge sulle pendici dei Colli albani a 27 km da Roma lungo il percorso della Via Appia (S.S. n. 7). Le bellezze storico- archeologiche e monumentali ( tra cui spicca il Palazzo Chigi, con il suo parco e il celebre Viadotto Monumentale), i boschi, la vicinanza a Roma, la prossimità al lago di Castelgandfolfo di appena 3 km, la cucina tipica con la famosa porchetta di Ariccia e il celebre vino dei Castelli degustato nelle tipiche “fraschette”, fanno di Ariccia una delle mete preferite dai turisti in visita ai Castelli Romani. Turismo culturale ed enogastronomico sono elementi importanti dell’economia Ariccina.
Oggi Ariccia si presenta al turista in piena crescita e trasformazione. Negli ultimi anni con la sistemazione della viabilità sono sorti giardini, parcheggi, aree verdi attrezzate, impianti sportivi c’è stata la riscoperta delle tradizioni.
  

Ariccia Medievale   

Coinvolta nel processo di decadenza dell’impero romano, Ariccia sopravvisse all’influenza dei Vandali, ma dovette ben presto soccombere, al volgere del V° secolo, ai saccheggi e agli attacchi delle orde barbariche dilaganti nella campagna romana. Lentamente la popolazione locale arretrò verso l’acropoli e le zone più a monte. 

L’Appia Antica cominciò ad essere abbandonata per la mancanza totale di opere di manutenzione e per motivi di sicurezza; ad essa venne preferito il collegamento settentrionale, la Via della Faiola, coincidente con l’odierna Via dei Laghi. Dal 981 divenne feudo della potente famiglia dei Conti di Muscolo e condivise, da allora, traversie alterne legate alle lotte intestine tra i baroni romani che si contendevano a Roma le cariche ecclesiastiche e, in provincia, feudi e castelli.
Passò quindi ai Malabranca che iniziarono delle importanti opere di fortificazione e scelsero la
zona, oggi occupata dal Palazzo Chigi, per costruire una torre a difesa dell’accesso settentrionale, divenuto quello principale, per l’abbandono dell’Appia Antica.
Dal dominio dei Malabranca Ariccia divenne una castellania: veniva, cioè, tenuta enfiteuticamente da un feudatario, chiamato custode, ma rimaneva di proprietà della Chiesa.
Nel 1399 decadde a defensoria, controllata dalla castellania di Marino; si alternarono nella sua giurisdizione i Monaci di Sant’Anastasio alle Tre Fontane, i Colonna, i Monaci di Grottaferrata. Nel 1473 entrò in proprietà dell’importante casata romana dei Savelli che avviarono la ricostruzione dell’abitato distrutto, dotandolo di servizi e adeguate fortificazioni e iniziando, allo scorcio del Cinquecento, la costruzione dell’imponente palazzo baronale.


© 2008 La vite e gli ulivi. Tutti i diritti riservati. P.IVA 08927401003 | Disclaimer | Credits